Il cardiologo Giorgio Ventura racconta perché ha scelto il defibrillatore e la consulenza di Simona Buono per la sua struttura in provincia di Cosenza.
L'acquisto di un defibrillatore di ultima generazione non passa inosservato a chi di cuore se ne intende davvero. Giorgio Ventura, cardiologo, lavora sia in ospedale pubblico sia nel privato e ha scelto di dotarne la sua struttura a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza: «Negli ospedali ci sono certamente apparecchiature specializzate, ma ho deciso di acquistare un DAE perché è un ottimo prodotto».
Perché nel suo studio polispecialistico ha scelto il defibrillatore di Simona Buono?
Navigando in internet ho letto le caratteristiche dell'apparecchio e mi è sembrato molto interessante. Così ho proposto ai miei colleghi di prenderne uno, e le risposte sono state immediatamente positive. Mediamente visito 200 pazienti all'anno, dai 10 ai 100 anni: credo sia fondamentale tutelare la salute dei cittadini, piccoli e grandi. Soprattutto per chi ha patologie importanti, spesso causa di morte improvvisa.
Quanto è diffusa la cultura della defibrillazione pubblica?
Poco: non c'è ancora una cultura della cardioprotezione pubblica, ed è un errore. Al porto di Maratea, anni fa, è morto un giovane d'infarto: solo dopo quell'episodio hanno deciso di installarne uno. Non bisogna arrivare a casi estremi per dotarsi dell'apparecchio salvavita. È perfetto anche per chi non lo sa usare, perché è automatico e guida l'utilizzatore passo dopo passo. Penso sia necessario che tutte le strutture, pubbliche e private, abbiano un defibrillatore.
Come è venuto a conoscenza di Simona Buono, titolare di Distribuzione Defibrillatori?
Simona ha fatto una buona divulgazione online. Me ne ha parlato anche Alfio Bardolla, e questo ha confermato la fiducia che già nutrivo nei suoi confronti e nel suo lavoro.
Hai domande sulla cardioprotezione?
Contattaci per una consulenza gratuita.
Parla con Simona →