Persona che applica gli elettrodi di un defibrillatore DAE sul torace durante una manovra di rianimazione cardiopolmonare in un luogo pubblico
Guide pratiche

Come si usa un defibrillatore: guida passo passo con le linee guida ERC 2025

9 min di lettura — Distribuzione Defibrillatori

Come si usa un defibrillatore DAE passo passo secondo le linee guida ERC 2025: riconoscere l'arresto cardiaco, chiamare il 112, elettrodi, scarica e RCP.

Sapere come si usa un defibrillatore non è una competenza per addetti ai lavori: è un gesto che chiunque può compiere e che, in caso di arresto cardiaco, cambia radicalmente le probabilità di sopravvivenza di una persona. I numeri raccolti da European Resuscitation Council (ERC) e Italian Resuscitation Council (IRC) sono netti: ogni anno in Europa si verificano circa 400.000 arresti cardiaci extraospedalieri, di cui 60.000 solo in Italia, con vittime di 67 anni di età media e per il 65% uomini. La possibilità di sopravvivere scende del 10% per ogni minuto che passa senza soccorso.

In questa guida ricostruiamo passo passo la sequenza corretta, aggiornata alle linee guida ERC 2025 sulla rianimazione cardiopolmonare — il riferimento europeo pubblicato nel 2025 e presentato in Italia al congresso IRC di Padova del 13-15 novembre 2025, i cui capitoli sono stati tradotti e adattati da IRC nel corso del 2026. Alcune raccomandazioni sono cambiate rispetto al 2021, e vale la pena conoscerle.

Prima di tutto: chiunque può usare un DAE

Il punto di partenza delle linee guida ERC 2025 è esplicito: chiunque può usare un DAE. Non serve essere medici, infermieri o soccorritori, e la segnaletica dei defibrillatori — raccomandano le linee guida — dovrebbe indicare chiaramente che non è richiesta una formazione specifica.

In Italia questo principio è anche legge. L'articolo 3 della Legge 4 agosto 2021, n. 116 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 agosto 2021) ha riscritto la Legge 120/2001 stabilendo che, in assenza di personale sanitario o non sanitario formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco l'uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche a chi non è in possesso dei requisiti. La norma aggiunge che a chi tenta di prestare soccorso a una vittima di sospetto arresto cardiaco usando un DAE o praticando la rianimazione cardiopolmonare si applica l'articolo 54 del codice penale (stato di necessità).

Tradotto: la paura di "sbagliare" o di conseguenze legali non deve fermare nessuno. Le linee guida ERC 2025 lo confermano anche sul piano clinico — il rischio di iniziare una rianimazione su una persona che non è realmente in arresto cardiaco è minimo, mentre il ritardo nell'avvio della RCP in chi lo è davvero aumenta la mortalità in modo drammatico.

Come si usa un defibrillatore: la sequenza in 3 passaggi

Le linee guida ERC 2025 riassumono l'azione salvavita in tre mosse essenziali per tutti i soccorritori: Controlla, Chiama, Comprimi. Il defibrillatore entra in scena appena disponibile.

1. Controlla

  • Verifica che sia sicuro avvicinarsi: la tua sicurezza viene prima.
  • Verifica se la persona risponde: chiamala ad alta voce e scuotila delicatamente per le spalle.
  • Sospetta un arresto cardiaco in qualsiasi persona non responsiva.

2. Chiama (qui c'è la novità 2025)

  • Se la persona non risponde, chiama immediatamente il 112/118, attivando il vivavoce del telefono.
  • Valuta il respiro mentre attendi la risposta dell'operatore.

È il cambiamento più rilevante rispetto alle linee guida 2021. Prima si raccomandava di confermare l'assenza di respiro normale prima di chiamare; con le linee guida ERC 2025 la chiamata viene per prima, per qualunque persona non responsiva. Il motivo è pratico: la maggior parte degli arresti cardiaci viene riconosciuta dall'operatore di centrale durante la telefonata, non da chi si trova sul posto. Se hai dubbi sul respiro, il dispatcher ti aiuterà a interpretarlo.

Attenzione a due trappole classiche:

  • Il respiro agonico (gasping, respiro rumoroso, rantolante, occasionale) si osserva nel 30-60% degli arresti cardiaci ed è spesso scambiato per un segno di vita: è invece un segno di arresto cardiaco.
  • Le convulsioni brevi possono comparire all'inizio dell'arresto. Quando la crisi si interrompe, valuta il respiro.

Le linee guida 2025 aggiungono un caso specifico: durante l'attività sportiva gli atleti colpiti da arresto cardiaco possono mantenere un pattern respiratorio quasi normale o ansimante, e talvolta gli occhi aperti dopo il collasso.

3. Comprimi: inizia la RCP

Se la persona non risponde e respira in modo anomalo, presumi un arresto cardiaco e inizia subito le compressioni toraciche:

  • Palmo di una mano sulla metà inferiore dello sterno, al centro del torace; l'altra mano sopra, dita intrecciate.
  • Braccia dritte, spalle verticalmente sopra il torace.
  • Profondità almeno 5 cm, non oltre 6 cm.
  • Frequenza 100-120 compressioni al minuto, con il minor numero possibile di interruzioni.
  • Lascia il completo ritorno elastico del torace dopo ogni compressione.

Se sei addestrato alle ventilazioni, alterna 30 compressioni e 2 ventilazioni. Se non lo sei, esegui compressioni continue, senza interruzioni: è la scelta corretta, non un ripiego. Le linee guida 2025 precisano anche che le persone obese ricevono la RCP standard 30:2, senza modifiche.

Come si usa un defibrillatore: dall'apertura della teca alla scarica

Non appena il DAE è disponibile, entra in gioco l'anello decisivo della catena della sopravvivenza. La sequenza raccomandata da ERC 2025 è questa:

  1. Apri la custodia. Alcuni DAE si accendono automaticamente all'apertura; se non accade, premi il pulsante di accensione.
  2. Segui le istruzioni audio e visive del dispositivo: il DAE guida il soccorritore un passo alla volta.
  3. Applica gli elettrodi adesivi sul torace nudo, seguendo il disegno stampato sugli elettrodi stessi. Le posizioni corrette sono quella antero-laterale o quella antero-posteriore.
  4. Se siete in più soccorritori, continuate le compressioni mentre gli elettrodi vengono applicati.
  5. Nessuno deve toccare la persona durante l'analisi del ritmo.
  6. Se il DAE indica la scarica, assicurati che nessuno tocchi la vittima. I DAE semiautomatici richiedono che sia il soccorritore a premere il pulsante di shock; i modelli completamente automatici erogano la scarica autonomamente.
  7. Subito dopo la scarica, riprendi immediatamente le compressioni. Se la scarica non è indicata, riprendi comunque la RCP senza esitare.
  8. Continua a seguire le istruzioni del DAE, che dopo circa 2 minuti chiederà di interrompere le compressioni per una nuova analisi del ritmo.

Sul fronte sicurezza, le linee guida sono rassicuranti: il rischio di lesioni per il soccorritore da shock accidentale è basso, così come il rischio infettivo legato alla RCP.

Dove si trova il DAE più vicino

Saper usare un defibrillatore serve a poco se non si sa dove trovarlo. Su questo la normativa italiana e le linee guida europee convergono.

  • L'articolo 2 della Legge 116/2021 prevede che i DAE installati in luoghi pubblici siano collocati, ove possibile, in teche accessibili al pubblico 24 ore su 24, con segnaletica ben visibile e univoca secondo la codificazione internazionale. ERC 2025 aggiunge: teche non bloccate, accessibili 24/7, 365 giorni l'anno.
  • L'articolo 6 obbliga i soggetti pubblici e privati dotati di DAE a comunicarne la presenza alla centrale operativa 118 territorialmente competente — ubicazione esatta, marca e modello, orari di accessibilità, scadenza di batterie e piastre — e prevede il collegamento al sistema di monitoraggio remoto della centrale, che verifica in tempo reale lo stato operativo del dispositivo [link interno: articolo sulla manutenzione del DAE e sul DAE monitorato].
  • L'articolo 7 ha introdotto l'app mobile integrata con il 118 per la geolocalizzazione di soccorritori e DAE più vicini, e l'obbligo per le centrali di fornire durante la chiamata le istruzioni per la RCP e per l'uso del DAE.

A novembre 2025 IRC ha segnalato che applicazioni gratuite di questo tipo, che allertano cittadini volontari registrati, sono già disponibili in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche. In Europa sono diciassette i Paesi che hanno adottato strumenti analoghi almeno in parte del territorio.

Perché la formazione resta decisiva

Che chiunque possa usare un DAE non significa che formarsi sia superfluo. In Europa solo nel 58% dei casi chi assiste a un arresto cardiaco avvia la rianimazione, e la quota di soccorritori occasionali che utilizza anche il defibrillatore oscilla tra il 2,6% e il 59% a seconda dei Paesi. La sopravvivenza media europea è del 7,5%; in Italia si attesta al 6,6%, anche se — precisa IRC — l'assenza di un registro nazionale degli arresti cardiaci impedisce oggi una valutazione più realistica.

C'è poi un dato che spiega perché la cardioprotezione non riguarda solo aeroporti e palestre: il 70% degli arresti cardiaci extraospedalieri avviene in luoghi privati. È lì che la differenza la fa una persona formata e un dispositivo raggiungibile in pochi minuti.

Le linee guida ERC 2025 spingono con decisione sulla formazione diffusa — nelle scuole fin dall'infanzia e come requisito per la patente di guida — e introducono un tema nuovo: il benessere psicologico dei soccorritori laici, che dopo un intervento possono aver bisogno di supporto. È un aspetto che una formazione fatta bene sa affrontare, e che i corsi BLSD-DAE erogati da TiFormo, il centro di formazione accreditato IRComunità, integrano nel percorso.

Domande frequenti

Serve un attestato per usare un defibrillatore? No. La Legge 116/2021 consente l'uso del DAE anche a chi non ha i requisiti, in assenza di personale formato e in caso di sospetto arresto cardiaco, applicando l'articolo 54 del codice penale. Le linee guida ERC 2025 ribadiscono che chiunque può usare un DAE.

Posso fare danni se uso il defibrillatore su chi non è in arresto cardiaco? Il DAE analizza autonomamente il ritmo cardiaco ed eroga la scarica solo se indicata. Le linee guida ERC 2025 invitano i laici a iniziare la rianimazione nel sospetto di arresto cardiaco senza timore di danneggiare chi non lo è: il rischio di ritardare l'intervento è di gran lunga superiore.

Devo chiamare il 112 prima o dopo aver controllato il respiro? Prima. Con le linee guida ERC 2025 la chiamata va effettuata immediatamente per qualsiasi persona non responsiva, valutando il respiro mentre si attende la risposta dell'operatore.

Ogni quanto il DAE rianalizza il ritmo? Di norma ogni 2 minuti: il dispositivo chiede di interrompere le compressioni per una nuova analisi, poi indica se procedere con la scarica o riprendere la RCP.

Un DAE che funziona, quando serve

Conoscere la sequenza è metà del lavoro. L'altra metà è organizzativa: avere il dispositivo giusto nel punto giusto, segnalato, accessibile, registrato al 118, con batterie e piastre in corso di validità e una manutenzione che non dipenda dalla memoria di qualcuno. È il senso di una rete di cardioprotezione monitorata, in cui i defibrillatori BeneHeart sono collegati e controllati da remoto.

Se stai valutando come cardioproteggere la tua realtà — un'azienda, un impianto sportivo, una scuola, un condominio o un intero quartiere — la consulenza di Simona Buono, fondatrice di Distribuzione Defibrillatori, parte sempre dalla stessa domanda: dove serve, quante persone vanno formate e come si mantiene tutto operativo nel tempo. Parliamone insieme: richiedi una consulenza senza impegno.

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