
Registrazione del defibrillatore al 118: obbligo, procedura e DAE monitorato
Registrazione del defibrillatore al 118: chi deve farla, quali dati servono, cosa prevede la Legge 116/2021 e perché un DAE monitorato fa la differenza.
C'è un passaggio che, nella catena della sopravvivenza, viene sistematicamente dimenticato: la registrazione del defibrillatore al 118. Un DAE può essere il modello più affidabile sul mercato, installato nel punto giusto, con le piastre in scadenza tenute sotto controllo — ma se la centrale operativa non sa che esiste, per il sistema di emergenza quel dispositivo semplicemente non c'è. E quando l'operatore al telefono deve dire a un cittadino in panico dove correre a prendere un defibrillatore, questo dettaglio pesa quanto e più dell'apparecchio stesso.
I numeri spiegano perché. Secondo Italian Resuscitation Council (IRC) ed European Resuscitation Council (ERC), in Europa si verificano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci extraospedalieri, di cui circa 60.000 in Italia, e la probabilità di sopravvivenza scende di circa il 10% per ogni minuto che passa senza soccorso. In questo articolo vediamo cosa prevede esattamente la legge, come si registra un DAE, cosa succede dopo la registrazione e a che punto è, nel 2026, la geolocalizzazione dei defibrillatori in Italia.
Perché un DAE non registrato è, di fatto, invisibile
Quando qualcuno chiama il 112 o il 118 per un sospetto arresto cardiaco, l'operatore fa tre cose in rapida sequenza: riconosce l'evento, guida il chiamante nelle manovre di rianimazione e — se possibile — indica dove trovare il defibrillatore più vicino. Quest'ultimo passaggio funziona solo se la centrale dispone di un archivio aggiornato dei DAE presenti sul territorio, con posizione esatta e orari di accessibilità.
Un defibrillatore acquistato e appeso al muro senza comunicazione alla centrale operativa resta escluso da quell'archivio. Nella pratica significa che:
- l'operatore non può indirizzare i soccorritori occasionali verso quel dispositivo;
- il DAE non compare nelle mappe regionali né nelle app di allerta dei first responder;
- la centrale non può inviare le segnalazioni periodiche sulle scadenze di batteria e piastre;
- l'investimento fatto protegge solo chi si trova, per caso, a pochi metri di distanza e sa che il dispositivo è lì.
È la differenza tra possedere un defibrillatore ed essere parte di una rete di cardioprotezione.
Registrazione del defibrillatore al 118: cosa dice la Legge 116/2021
Il riferimento normativo è la Legge 4 agosto 2021, n. 116 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 193 del 13 agosto 2021 ed entrata in vigore il 28 agosto 2021), il cui articolo 6 è dedicato proprio alla registrazione dei DAE presso le centrali operative del sistema di emergenza sanitaria «118».
Chi deve comunicare e quando
L'articolo 6, comma 1, ha imposto a tutti i soggetti pubblici e privati già dotati di un DAE di darne comunicazione alla centrale operativa 118 territorialmente competente entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge — quindi entro la fine di ottobre 2021. Il termine è passato, ma l'obbligo di risultato resta: chi non ha mai comunicato il proprio dispositivo si trova oggi in una posizione irregolare e, soprattutto, fuori dalla rete di soccorso. Non esiste alcun motivo per non regolarizzare la posizione: la comunicazione è gratuita e si esaurisce in pochi minuti.
Un obbligo speculare vale per le società sportive: l'articolo 4 della stessa legge stabilisce che il DAE utilizzato negli impianti sportivi deve essere registrato presso la centrale operativa 118 competente, con l'indicazione di collocazione, caratteristiche, marca, modello, scadenze delle parti deteriorabili e orari di accessibilità al pubblico.
Quali dati vanno comunicati
La legge è precisa sul contenuto della comunicazione. Vanno indicati:
- il numero dei dispositivi e le loro caratteristiche;
- marca e modello;
- l'ubicazione esatta (indirizzo, piano, punto di installazione);
- gli orari di accessibilità al pubblico;
- la data di scadenza delle parti deteriorabili, cioè batterie e piastre adesive;
- gli eventuali nominativi delle persone in possesso dell'attestato BLSD per l'uso del DAE.
Vale la pena fermarsi su due voci. L'ubicazione esatta non è l'indirizzo dell'azienda: è il punto fisico in cui una persona che corre deve arrivare. E gli orari di accessibilità sono il dato che distingue un DAE realmente utile da uno che, di notte o nel fine settimana, si trova dietro una porta chiusa a chiave.
L'obbligo che riguarda chi vende il defibrillatore
C'è un aspetto poco conosciuto dell'articolo 6: per i DAE acquistati dopo l'entrata in vigore della legge, è il venditore che deve comunicare alla centrale operativa 118 competente — attraverso modulistica informatica e sulla base dei dati forniti dall'acquirente — il luogo previsto di installazione e il nominativo dell'acquirente, previa autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Tradotto: chi distribuisce defibrillatori ha una responsabilità diretta nel far entrare quel dispositivo nella rete di soccorso. È una delle ragioni per cui, nella scelta di un fornitore, la domanda giusta non è quale apparecchio proponga, ma quale percorso accompagni: registrazione, formazione, manutenzione, monitoraggio.
Come si registra un DAE: la procedura, regione per regione
La legge fissa il principio; l'attuazione operativa è affidata alle Regioni, ciascuna con la propria centrale operativa e i propri strumenti informatici. Non esiste, a oggi, un unico modulo nazionale. Nella pratica la procedura segue quasi sempre questi passaggi:
- Individuare la centrale operativa competente per il territorio in cui è installato il dispositivo (in alcune regioni il servizio è confluito nel NUE 112, con la centrale 118 che resta il riferimento sanitario).
- Compilare il modulo di censimento DAE messo a disposizione dalla Regione o dall'azienda regionale di emergenza-urgenza — piattaforme online in molte regioni, PDF da inviare via e-mail o PEC in altre.
- Allegare la documentazione eventualmente richiesta: dati del dispositivo, planimetria o foto del punto di installazione, elenco del personale formato.
- Aggiornare i dati a ogni variazione rilevante: spostamento del DAE, sostituzione di piastre o batteria, cambio del referente, modifica degli orari di accesso.
Il quarto punto è quello che, nella nostra esperienza, salta più spesso. Una registrazione fatta una volta e mai aggiornata invecchia in fretta e diventa un dato fuorviante per chi deve soccorrere.
Dopo la registrazione: responsabile, scadenze e monitoraggio remoto
L'articolo 6 non si ferma alla comunicazione iniziale. Prevede altri due obblighi che raccontano bene lo spirito della norma.
Il responsabile del dispositivo. Nei luoghi pubblici dove è presente un DAE registrato deve essere individuato un soggetto responsabile del corretto funzionamento dell'apparecchio e dell'adeguata informazione all'utenza. Non è una formalità: è la persona che risponde del fatto che quel defibrillatore sia pronto all'uso.
Il monitoraggio remoto. Il comma 3 stabilisce che i DAE devono essere collegati al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa 118 più vicina, per verificare in tempo reale lo stato operativo del dispositivo, la scadenza delle parti deteriorabili e segnalare eventuali malfunzionamenti. È la traduzione normativa di un principio semplice: un defibrillatore che nessuno controlla è un defibrillatore di cui nessuno può fidarsi. Sul piano tecnologico, questo si realizza con dispositivi connessi che comunicano autonomamente il proprio stato, senza dipendere dalla diligenza di un controllo visivo settimanale.
Geolocalizzazione dei DAE: a che punto siamo nel 2026
L'articolo 7 della Legge 116/2021 prevede un'applicazione mobile integrata con i servizi delle centrali operative 118, capace di geolocalizzare rapidamente sia i DAE sia i soccorritori volontari più vicini al luogo dell'emergenza, con modalità operative da definire in sede di Conferenza Stato-Regioni.
A cinque anni di distanza, il quadro nazionale resta frammentato e le esperienze più avanzate sono regionali. Un esempio recente: a dicembre 2025 il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato un atto di indirizzo che avvia la sperimentazione della geolocalizzazione di defibrillatori e soccorritori, con l'area Ovest Milano e Alto Milanese individuata come territorio prioritario e il coordinamento tra AREU, Comuni e associazioni di volontariato. Altre regioni hanno da tempo mappe pubbliche dei DAE censiti e sistemi di allerta dei first responder.
Sul piano scientifico, il 27 gennaio 2026 sono state presentate a Roma, presso l'auditorium del Ministero della Salute, le prime Linee Guida nazionali sulla gestione dell'arresto cardiaco in ambito extra e intraospedaliero, pubblicate dall'Istituto Superiore di Sanità nel Sistema Nazionale Linee Guida e coordinate da IRC come capofila del gruppo di lavoro. Un passaggio importante: l'Italia passa da un riferimento internazionale adattato a un quadro nazionale condiviso, che tocca anche l'integrazione tra territorio, sistema di emergenza e ospedale.
Il messaggio, per chi gestisce un DAE, è chiaro: la rete si sta costruendo, ma può includere solo i dispositivi che sono stati dichiarati.
Cosa succede se non si registra il defibrillatore
La Legge 116/2021 non prevede una sanzione amministrativa specifica per la mancata comunicazione. Sarebbe però un errore leggerla come una norma facoltativa. In caso di evento avverso, la posizione di chi ha installato un DAE senza registrarlo, senza individuare un responsabile e senza tenerne traccia delle scadenze è difficile da difendere sul piano della responsabilità civile — e, per un datore di lavoro, si intreccia con gli obblighi di gestione delle emergenze del D.Lgs. 81/2008.
A questo si aggiunge il tema della segnaletica: il Decreto del Ministero della Salute 16 marzo 2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2023 ed entrato in vigore il 25 luglio 2023) ha definito criteri e modalità di installazione dei DAE, indicando fra l'altro l'uso della segnaletica internazionale per rendere il dispositivo immediatamente riconoscibile, anche a chi non parla italiano. Registrazione e segnalazione visiva vanno nella stessa direzione: rendere il defibrillatore trovabile in pochi secondi.
Domande frequenti
La registrazione del defibrillatore al 118 è obbligatoria? Sì. L'articolo 6 della Legge 116/2021 impone a tutti i soggetti pubblici e privati dotati di un DAE di comunicarlo alla centrale operativa 118 territorialmente competente, indicando numero, caratteristiche, marca, modello, ubicazione, orari di accessibilità e scadenze di batterie e piastre.
Devo registrare anche un defibrillatore installato in un luogo privato? Sì. La norma parla di soggetti pubblici e privati senza distinzioni. Anche un DAE collocato in un'azienda, in un condominio o in una struttura ad accesso limitato ha senso che sia noto alla centrale: gli orari di accessibilità comunicati servono proprio a far capire all'operatore quando quel dispositivo è realmente raggiungibile.
Chi deve fare la comunicazione quando si compra un DAE oggi? Per i dispositivi acquistati dopo l'entrata in vigore della legge, è il venditore a dover comunicare alla centrale operativa 118 competente il luogo di installazione e il nominativo dell'acquirente, sulla base dei dati forniti da quest'ultimo e previa autorizzazione al trattamento dei dati personali.
Cosa devo fare se sposto il defibrillatore o cambio le piastre? Aggiornare la comunicazione alla centrale operativa. I dati registrati servono a localizzare il DAE e a ricevere le segnalazioni periodiche sulle scadenze delle parti deteriorabili: se non riflettono la realtà, perdono la loro funzione.
Un dispositivo dichiarato è un dispositivo che salva
Dal 12 al 18 ottobre 2026 torna VIVA! La settimana per la rianimazione cardiopolmonare, la campagna nazionale promossa da Italian Resuscitation Council, con la Giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare del 16 ottobre. È il momento dell'anno in cui più organizzazioni si accorgono di avere un defibrillatore e nessuna certezza su come sia gestito.
Registrare il DAE al 118, individuare un responsabile, tenere aggiornate le scadenze, formare le persone con un percorso BLSD certificato — con TiFormo e l'accreditamento IRComunità — e collegare il dispositivo a un sistema di monitoraggio: sono cinque gesti che trasformano un acquisto in una rete di cardioprotezione reale.
Se vuoi capire se i defibrillatori della tua organizzazione sono correttamente registrati, monitorati e inseriti nella rete di soccorso del tuo territorio, il punto di partenza è un'analisi della situazione esistente. La consulenza di Simona Buono e del team di Distribuzione Defibrillatori nasce esattamente per questo: leggere il contesto specifico e tradurlo in un progetto coerente, senza scorciatoie.
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