
Defibrillatore in hotel e ristoranti: obblighi, incentivi e buone pratiche
Defibrillatore in hotel e ristoranti: cosa prevede la legge, dove scatta l'obbligo, quali incentivi esistono nel 2026 e come rendere davvero cardioprotetta la struttura.
La domanda arriva quasi sempre allo stesso modo: «Il defibrillatore in hotel è obbligatorio? E in un ristorante?». La risposta breve è che, sul piano nazionale, non esiste oggi un obbligo generalizzato per le strutture ricettive e per gli esercizi commerciali. Ma fermarsi lì è fuorviante, perché tra "non obbligatorio" e "non previsto" c'è una distanza enorme: il decreto ministeriale che disciplina l'installazione dei DAE cita espressamente alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari tra i luoghi da dotare di defibrillatore, gli enti territoriali possono renderlo di fatto vincolante sul proprio territorio, e nel 2026 esiste un contributo pubblico dedicato alle imprese.
Vale la pena capire come stanno davvero le cose, perché in una struttura aperta al pubblico la questione non è solo giuridica. Secondo Italian Resuscitation Council (IRC), in Europa si verificano ogni anno circa 400.000 arresti cardiaci extraospedalieri, di cui circa 60.000 in Italia, e in un albergo o in un locale affollato la persona che si accascia può essere un cliente, un fornitore o un dipendente.
Dove l'obbligo di installare un DAE esiste davvero
Il riferimento è la Legge 4 agosto 2021, n. 116 (Gazzetta Ufficiale n. 193 del 13 agosto 2021). L'articolo 1, comma 1, individua i contesti in cui la diffusione dei DAE è imposta:
- le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno quindici dipendenti e servizi aperti al pubblico;
- aeroporti, stazioni ferroviarie e porti;
- i mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi e della navigazione interna che effettuano tratte senza fermate intermedie di almeno due ore;
- i gestori di pubblici servizi e i servizi di trasporto extraurbano in concessione.
A questi si affianca l'obbligo per le società sportive che utilizzano impianti pubblici, introdotto dall'articolo 4 della stessa legge.
Hotel, ristoranti, bar, negozi e centri commerciali non compaiono in questo elenco. Formalmente, quindi, l'installazione resta una scelta del gestore. Ma è una scelta che la normativa incoraggia con parole molto precise.
Il DM 16 marzo 2023: alberghi e ristoranti citati per nome
Il decreto del Ministro della salute del 16 marzo 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 171 del 24 luglio 2023, definisce criteri e modalità per l'installazione dei DAE. Il suo Allegato A indica quali luoghi vanno dotati di defibrillatore «in considerazione dell'afflusso di utenti e dei dati epidemiologici» e nomina esplicitamente, tra gli altri, i «centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche».
Il decreto fissa anche i criteri tecnici che rendono utile un defibrillatore:
- i DAE vanno distribuiti «secondo un'ottica capillare e strategica», così da rendere possibile la defibrillazione entro quattro-cinque minuti dall'arresto cardiaco;
- la collocazione va scelta in funzione del numero di persone, dei flussi, della superficie e delle difficoltà di accesso (porte tagliafuoco, tornelli, varchi);
- nei centri abitati la densità ottimale indicata è non inferiore a 2 DAE per km²;
- è opportuno aumentare il numero di dispositivi quando i flussi crescono, per esempio in alta stagione o durante eventi particolari — indicazione che parla direttamente a chi gestisce una struttura turistica.
Il decreto raccomanda inoltre di privilegiare i luoghi «ad alto afflusso turistico»: un dato che, in un Paese come l'Italia, riguarda decine di migliaia di alberghi, agriturismi, ristoranti e stabilimenti.
Incentivi e regolamenti locali: dove la scelta può diventare obbligo
L'articolo 2 della Legge 116/2021 contiene due previsioni che gli operatori spesso ignorano.
Il comma 3 stabilisce che gli enti territoriali possono incentivare, «anche attraverso l'individuazione di misure premiali», l'installazione dei DAE nei centri commerciali, nei condomìni, negli alberghi e nelle strutture aperte al pubblico. Tradotto: Comuni e Regioni possono prevedere contributi, sgravi o riconoscimenti per chi si dota di un defibrillatore.
Il comma 1, però, va oltre: gli enti territoriali possono adottare provvedimenti normativi per disciplinare l'installazione, nel proprio territorio, di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico. Significa che un regolamento comunale può introdurre requisiti vincolanti per determinate categorie di attività. Prima di concludere che "tanto non è obbligatorio", conviene quindi verificare i regolamenti del proprio Comune e le delibere regionali: la situazione è molto diversa da territorio a territorio e sta evolvendo rapidamente.
Fondo Screening-DAE 2026: il contributo per le imprese
Per le imprese — e un hotel o un ristorante lo sono a tutti gli effetti — nel 2026 esiste una misura nazionale dedicata. La Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, comma 392) ha istituito un Fondo per i programmi aziendali di prevenzione cardiovascolare e oncologica e per l'acquisizione di defibrillatori. Il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il MEF, del 17 dicembre 2025 ne ha definito criteri e modalità, prevedendo rimborsi fino a 2.000 euro per gli screening e fino a 1.000 euro per l'acquisto di un DAE.
Con il D.D.G. n. 46 del 15 aprile 2026 è stato adottato l'Avviso pubblico "Fondo Screening-DAE 2026". I punti operativi:
- lo stanziamento per il 2026 è pari a 500.000 euro;
- le domande si presentano dalle ore 10:00 del 27 maggio 2026 alle 23:59 del 31 gennaio 2027;
- è necessaria una preregistrazione preliminare sulla piattaforma Servizi Lavoro del Ministero; le aziende già registrate devono solo aggiornare la manifestazione di interesse.
Le risorse sono limitate e la finestra si chiude a fine gennaio: per una struttura che stava valutando l'installazione, questo è il momento in cui vale la pena fare i conti.
Cosa resta obbligatorio comunque: il primo soccorso
Anche senza obbligo di DAE, ogni datore di lavoro — quindi ogni albergatore e ogni ristoratore con dipendenti — deve organizzare il primo soccorso ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e del DM 388/2003: nominare e formare gli addetti, dotarsi delle attrezzature previste, valutare i rischi nel DVR. La valutazione dei rischi è il punto in cui la questione defibrillatore entra dalla porta principale: in una struttura con centinaia di presenze giornaliere, spesso con clientela anziana, in località che possono essere distanti dalla più vicina postazione di emergenza, ignorare il rischio cardiovascolare è una scelta difficile da motivare.
Gli obblighi che scattano appena il defibrillatore c'è
Questo è il passaggio che molte strutture sottovalutano. Nel momento in cui il DAE viene installato, la Legge 116/2021 e il DM 16 marzo 2023 impongono una serie di adempimenti:
- Registrazione alla centrale operativa 118 territorialmente competente, con ubicazione esatta, marca e modello, orari di accessibilità e scadenze delle parti deteriorabili (articolo 6, comma 1).
- Individuazione di un responsabile del corretto funzionamento del dispositivo e dell'informazione all'utenza.
- Registro dei controlli, con verifica almeno settimanale dello stato del defibrillatore, della batteria e delle piastre.
- Collegamento al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa 118 più vicina, per verificare in tempo reale lo stato operativo e le scadenze. Il decreto raccomanda espressamente DAE «di nuova generazione provvisti di connettività Wi-Fi/SIM integrata».
- Segnaletica all'ingresso dell'edificio e in prossimità del dispositivo, con divieto di collocarlo in ripostigli o locali non aperti al pubblico e di applicare chiusure di sicurezza; la posizione va riportata anche sulle planimetrie di emergenza.
È per questo che, nella consulenza che seguiamo con le strutture ricettive, il defibrillatore monitorato non è un accessorio: un dispositivo che segnala da solo un autotest fallito o una batteria in esaurimento evita l'unica cosa davvero imperdonabile, cioè scoprire che il DAE non funziona nel momento in cui serve.
Una struttura ricettiva davvero cardioprotetta: le buone pratiche
- Posizione: hall o reception, punto presidiato e riconoscibile, raggiungibile in meno di un minuto e mezzo dai punti più frequentati (sala colazioni, piscina, sala ristorante).
- Teca esterna con allarme se la struttura affaccia su una via o una piazza: rende il dispositivo utile anche al quartiere e apre alla collaborazione con il Comune.
- Personale formato su tutti i turni, non solo il responsabile della sicurezza: un DAE in un hotel che alle tre di notte ha un solo addetto in portineria deve essere utilizzabile da quell'addetto. La formazione BLSD di TiFormo è pensata anche per le esigenze di turnazione delle strutture ricettive.
- Segnaletica multilingue: il DM 16 marzo 2023 prevede l'uso della segnaletica internazionale «in tutti i contesti in cui è ipotizzata la presenza di soggetti stranieri non italofoni».
- Stagionalità: se in estate i posti letto triplicano, il piano di cardioprotezione va dimensionato sul picco, non sulla media.
- Comunicazione agli ospiti: indicare la presenza del DAE nel materiale informativo della struttura è parte del servizio, non marketing.
Cosa si muove sul territorio nel 2026
Il quadro nazionale è fermo, ma quello locale no. A giugno 2026 la Regione Siciliana ha disposto la fornitura di 202 defibrillatori destinati ai Comuni fino a 5.000 abitanti, con le consegne avviate nei mesi successivi. In Emilia-Romagna è in discussione un progetto di legge regionale sulla gestione integrata dell'arresto cardiaco extraospedaliero. E a settembre 2026 nuove postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico sono state inaugurate in diverse città italiane, tra cui Reggio Calabria.
Dal 12 al 18 ottobre 2026 torna inoltre "Viva!", la settimana per la rianimazione cardiopolmonare promossa da IRC, con il culmine del World Restart a Heart Day il 16 ottobre. Per un hotel o un ristorante è l'occasione più naturale dell'anno per organizzare un momento formativo con il personale e, dove esiste una rete territoriale, per farsi conoscere come struttura cardioprotetta all'interno della IRComunità locale.
Domande frequenti
Il defibrillatore è obbligatorio in hotel? No, non esiste un obbligo nazionale per le strutture ricettive. Il DM 16 marzo 2023 indica però espressamente gli alberghi tra i luoghi da dotare di DAE e alcuni Comuni possono aver introdotto regole più stringenti sul proprio territorio.
E nei ristoranti e nei bar? Stessa situazione: nessun obbligo generalizzato, ma i ristoranti sono citati nell'Allegato A del DM 16 marzo 2023 tra i luoghi ad alta affluenza per i quali va valutata la dotazione di un defibrillatore.
Chi può usare il DAE in una struttura ricettiva? Dal 2021 l'uso è consentito anche a personale non sanitario formato e, in assenza di persone formate, a chiunque tenti il soccorso in caso di sospetto arresto cardiaco, con applicazione dell'articolo 54 del codice penale. Restano comunque fortemente raccomandate la formazione BLSD del personale e il retraining periodico.
Ci sono contributi per acquistare un defibrillatore nel 2026? Sì. L'Avviso "Fondo Screening-DAE 2026" del Ministero del Lavoro prevede un rimborso fino a 1.000 euro per l'acquisto di un DAE da parte delle imprese, con domande aperte fino al 31 gennaio 2027 previa preregistrazione sulla piattaforma Servizi Lavoro.
Prima di comprare, capire
La parte difficile, in una struttura aperta al pubblico, non è scegliere il dispositivo: è capire quanti ne servono, dove vanno messi, chi li usa alle tre di notte, chi ne verifica lo stato e come farli entrare nella rete di soccorso del territorio. Un defibrillatore BeneHeart installato nel punto sbagliato, non registrato al 118 e non monitorato è un investimento che protegge molto meno di quanto sembri.
Se gestisci un hotel, un ristorante o un esercizio commerciale e stai valutando se e come dotarti di un DAE — magari sfruttando la finestra del Fondo 2026 — puoi richiedere una consulenza con Simona Buono: un'analisi della tua struttura, dei flussi e degli adempimenti, prima di qualsiasi decisione di acquisto.
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